Lettere Mortali
Ruth
Rendell
Titolo originale: From Doon with Death, 1964
Ed. Italiana 1980
(Giallo Mondadori n°1664)
Il corpo fu fotografato da varie
angolature, e il dottore esaminò il collo ed viso gonfio.
Poi le chiuse gli occhi, e la signora
Parsons smise di guardarli.
“Bene” disse Wexford.
“Bene”. Scrollò leggermente la testa.
In fondo, non c’era nient’altro da dire.
Kingsmarkham è una tranquilla cittadina del Sussex, ovvio
quindi che la sparizione di una donna e poi il ritrovamento del suo cadavere,
in un bosco adiacente la campagna dei Prewett, susciti un certo scalpore.
A rendere ancora più intricato il mistero è la stessa
personalità della donna uccisa: la sig.ra Margareth Parsons, donna modesta,
orfana, casalinga solerte, sposata con l’insignificante e bigotto sig. Parsons,
non è certo ciò che si definisce una donna di mondo.
Ristabilitasi da pochi anni a Kingsmarkham, in cui aveva
trascorso l’adolescenza ed aveva frequentato le scuole, non aveva amicizie di
alcun genere, chiusa in una monotona e grigia esistenza, divisa tra la cura
della casa e l’attività all’interno della chiesa metodista.
Il tempestivo arrivo di una missiva, indirizzata a
Margareth, da parte della cugina e confidente, Anne Ives, residente in
Colorado, e consegnata dal sig. Parsons all’ispettore Wexford, incaricato
dell’indagine, apre nuovi scenari:
nella lettera Anne,
che evidentemente risponde ad una precedente missiva di Margareth, incoraggia
esplicitamente la cugina ed amica ad accettare le attenzioni di un certo Doon,
personaggio riemerso dal passato di Margareth e senz’altro conosciuto dalla
donna dodici anni prima, quando era ancora studentessa.
Neanche Anne, contattata dalla polizia inglese, conosce
peraltro l’identità del misterioso corteggiatore della cugina.
Il ritrovamento, nella soffitta dei Parsons, di alcuni libri
di poesia vittoriana, all’interno dei quali compaiono ardenti e poetiche
dediche, datate 1951, a
firma dello stesso Doon, fanno supporre
alla polizia, che la donna uccisa avesse una vita segreta ed avesse
riallacciato una relazione con un vecchio spasimante, perso di vista dodici
anni prima, e rincontrato, quando si era nuovamente trasferita a Kingsmarkham.
Convinto che la relazione clandestina della sig.ra Parsons
sia alla base del mistero della sua morte, Reginald Wexford ed il suo braccio
destro, Mike Burden, iniziano un’estenuante caccia all’uomo dal finale
sorprendente.
Primo romanzo di Ruth Rendell, definita (giustamente) dalla
critica inglese come la più grande scrittrice poliziesca dopo Agatha Christie.
Il romanzo è del 1964, ma viene pubblicato dalla Mondadori
in Italia solo nel 1980 e dopo che della scrittrice sono già apparsi, sempre
nella collana “Il Giallo Mondadori”, altri sei romanzi: Il mio peggior nemico
n°1096, Rebus per un Funerale n°1217, Caccia a Kidnapper n°1241, Paura di
uccidere n°1485, Sulle orme di un’ombra n°1593, La morte mi ama n°1647.
Il personaggio dell’ispettore capo Wexford verrà usato dalla
scrittrice in tredici romanzi e cinque racconti, prima di passare a romanzi
senza personaggio fisso.
Ruth Rendell è nata a Londra
il 17 febbraio 1930. Ha
frequentato le scuole superiori di Loughton, nell’Essex.
Nel 1950 ha sposato Donald Rendell, da cui ha
divorziato, per poi risposarsi nel ’77.
Prima di diventare
scrittrice, ha fatto la giornalista e la redattrice. Nel 1964, esordisce nella
narrativa poliziesca con From Doon with
death.
Considerata dalla critica
britannica l’unica erede della Christie, si distingue dalla maestra per le
atmosfere cupe ed inquietanti, che i suoi romanzi sanno creare, regalando al
lettore, secondo Massimo Moscati, “brividi highsmithiani” più che “christiani”.
Maigret e il caso Saint –Fiacre
George
Simenon
(1933)
Quando una missiva anonima giunge al commissariato di
polizia, annunziando che un delitto avrebbe avuto luogo a Saint Fiacre, durante
la prima messa domenicale, di quella settimana, Maigret si reca sul posto.
Convinto che si tratti di uno scherzo, assiste invece,
durante la funzione, al più geniale dei delitti: vittima dell’omicidio è la
contessa di Saint Fiacre, stroncata da un infarto, provocatogli, come il
commissario capirà in seguito, da un finto ritaglio di giornale, infilatole tra
le pagine del messale e che riporta la falsa notizia del suicidio del figlio.
Maigret è nato a Saint -Fiacre, figlio dell’amministratore
del castello, ha vissuto nel mito della famiglia aristocratica, che vi abitava:
per lui, ragazzino, la contessa, alta e snella, era un modello di femminilità
assoluta e guardava con invidia la carrozzina, che trasportava l’ultimo
rampollo dei conti di Saint Fiacre.
Le indagini portano però Maigret a scoprire una realtà poco
brillante e diversa dalle sue mitizzazioni infantili: la contessa, rimasta
vedova, era solita intrecciare relazioni con i suoi giovani segretari, di volta
in volta diversi; il figlio, che, ignaro della morte della madre, si era
precipitato al castello per chiedere alla contessa un prestito di 40.0000 f., è un
ragazzaccio avventato e senza valori, che vive a Parigi, dissipando il
patrimonio familiare;
Le meravigliose tenute dei Conti sono tutte ipotecate e la
loro situazione patrimoniale è vicina al collasso.
Ma chi ha organizzato l’omicidio?
…. il severo prete della Chiesa di Saint Fiacre, per
eliminare la donna, che con la sua condotta dava pubblico scandalo nel paese?
…o forse il figlio della contessa, bisognoso di denaro, e desideroso di
togliere di mezzo la madre, che dissipava il residuo patrimonio della famiglia
in doni al suo nuovo e giovane amante, Jean Métayer? …o forse lo stesso
Métayer, cui la contessa aveva assicurato un legato nel testamento? … e poi c’è
il sig, Gautier, il nuovo amministratore della famiglia e suo figlio … Un
poliziesco, che somiglia ad una rappresentazione teatrale ed in cui lo stesso
commissario Maigret è relegato alla funzione di semplice spettatore.