mercoledì 7 febbraio 2018

Uno contro tutti



Pallidi Re e Principi
Robert B. Parker
Titolo originale: Pale Kings and Princes 1987
Ed. italiana 1988 (Giallo Mondadori n°2058)

«Vidi pallidi re e principi,
pallidi guerrieri, pallidi come la morte
eran tutti loro
Gridavano: “la Belle Dame sans merci”
li tiene prigionieri»

John Keats La Belle Dame sans merci

Garrett Kingsley, direttore di un quotidiano di provincia, incarica Spenser di indagare sulla morte del giornalista Eric Valdez, avvenuta nella città di Wheaton dove stava raccogliendo informazioni su un traffico di cocaina. Spenser si reca a Wheaton, ma non trova collaborazione, né da parte della polizia, la cui versione ufficiale è che Valdez sia stato ucciso da un marito geloso, né da parte della popolazione locale piuttosto omertosa. Chiunque conosca Spenser sa che i suoi metodi di indagine sono piuttosto elementari. In questo caso si limita a rompere le palle ai passanti, chiedendo loro se siano al corrente che la loro città sia un luogo di smistamento di un traffico di stupefacenti, provenienti dalla Colombia (come se una cosa del genere possa essere di dominio pubblico o le persone anche sapendolo lo direbbero a uno sconosciuto). Evidentemente Spenser crede molto nelle sue capacità di persuasione, specie quando si tratta di fare domande alle donne. E sì, perché il nostro ha una vanità da fare schifo: quando una bibliotecaria gli indica su quale scaffale può trovare lo stradario cittadino, Spenser non pensa affatto che la cosa rientri nelle normali mansioni della funzionaria, ma ne attribuisce il merito al suo improbabile fascino:
Il mio sorriso malandrino aveva funzionato ancora una volta. Se l’avessi accentuato anche di poco, sarebbe venuta a sedersi sulle mie ginocchia.
Ad ogni modo a furia di fare domande a destra e a manca, finisce per farsi notare e, una sera, viene aggredito in mezzo a una via solitaria. Sfuggito al tentativo di linciaggio, menando le mani, trova finalmente una persona disposta ad aiutarlo, un’assistente sociale di nome Juanita, che gli offre una prima traccia: Valdez era l’amante della moglie di un ricco grossista. Pezzo dopo pezzo, il detective privato più insopportabile della storia della letteratura poliziesca riesce a ricomporre il puzzle e a scardinare, con l’aiuto del fedele Hawk, un’intera organizzazione criminale.

Trad.: Stefano Galli
Copertina: Prieto Muriana

A Ferro e Fuoco
Richard Stark
Titolo originale: The Hundle 1966
Ed. italiana 1967 (Giallo Mondadori serie nera n°)



Parker è un gangster di ventura, un libero professionista della malavita; accetta solo incarichi che lo convincono. E si lascia convincere dalla mafia a risolvere un problema ai Caraibi: Wolfang Baron, un ex nazista, ha installato su un’isola un casinò che rende parecchio, ma si rifiuta di versare tangenti al boss locale; Parker ha il compito di rapinare il casinò, gettare sul lastrico il troppo indipendente aristocratico tedesco ed incendiare la casa da gioco. In cambio potrà tenersi il malloppo. La missione è già di per sé difficile e si complica ulteriormente quando ci si mette di mezzo l’FBI che, venuta a conoscenza del piano della mafia, e, messe le mani su Parker, si dimostra disponibile a condonare al supercriminale i suoi delitti e a lasciarlo agire purché catturi Baron e lo consegni alle autorità federali. La polizia americana è infatti impossibilitata ad arrestare il tenutario della casa da gioco, in quanto l’isola su cui il casinò è installato è sotto la sovranità di Cuba.
Il romanzo di Parker ha moltissime analogie con Operazione Delta di Spillane (l’isola da espugnare, un eroe al di sopra della morale comune e dalle qualità sovrumane, che si deve mettere ob torto collo al servizio dell’FBI …).
La classe si Stark come narratore è tuttavia superiore a quella di Spillane (il quale è peraltro condizionato da un malcelato sciovinismo) e il suo romanzo, pur non essendo un capolavoro, risulta comunque godibile, nonostante un finale poco plausibile seppur sorprendente.

Trad.: Bruno Just Lazzari
Copertina: Carlo Jacono