Pallidi Re e Principi
Robert B. Parker
Titolo originale: Pale Kings and Princes 1987
Ed. italiana 1988 (Giallo
Mondadori n°2058)
«Vidi pallidi re e
principi,
pallidi guerrieri,
pallidi come la morte
eran tutti loro
Gridavano: “la
Belle Dame sans merci”
li tiene
prigionieri»
John Keats La Belle
Dame sans merci
Garrett Kingsley, direttore di
un quotidiano di provincia, incarica Spenser di indagare sulla morte del
giornalista Eric Valdez, avvenuta nella città di Wheaton dove stava
raccogliendo informazioni su un traffico di cocaina. Spenser si reca a Wheaton,
ma non trova collaborazione, né da parte della polizia, la cui versione
ufficiale è che Valdez sia stato ucciso da un marito geloso, né da parte della
popolazione locale piuttosto omertosa. Chiunque conosca Spenser sa che i suoi
metodi di indagine sono piuttosto elementari. In questo caso si limita a
rompere le palle ai passanti, chiedendo loro se siano al corrente che la loro
città sia un luogo di smistamento di un traffico di stupefacenti, provenienti
dalla Colombia (come se una cosa del genere possa essere di dominio pubblico o
le persone anche sapendolo lo direbbero a uno sconosciuto). Evidentemente
Spenser crede molto nelle sue capacità di persuasione, specie quando si tratta
di fare domande alle donne. E sì, perché il nostro ha una vanità da fare
schifo: quando una bibliotecaria gli indica su quale scaffale può trovare lo
stradario cittadino, Spenser non pensa affatto che la cosa rientri nelle
normali mansioni della funzionaria, ma ne attribuisce il merito al suo
improbabile fascino:
Il mio sorriso malandrino aveva funzionato ancora una
volta. Se l’avessi accentuato anche di poco, sarebbe venuta a sedersi sulle mie
ginocchia.
Ad ogni modo a furia di fare
domande a destra e a manca, finisce per farsi notare e, una sera, viene
aggredito in mezzo a una via solitaria. Sfuggito al tentativo di linciaggio,
menando le mani, trova finalmente una persona disposta ad aiutarlo,
un’assistente sociale di nome Juanita, che gli offre una prima traccia: Valdez
era l’amante della moglie di un ricco grossista. Pezzo dopo pezzo, il detective
privato più insopportabile della storia della letteratura poliziesca riesce a
ricomporre il puzzle e a scardinare, con l’aiuto del fedele Hawk, un’intera
organizzazione criminale.
Trad.: Stefano Galli
Copertina: Prieto Muriana
A Ferro e Fuoco
Richard Stark
Titolo originale: The Hundle
1966
Ed. italiana 1967 (Giallo
Mondadori serie nera n°)

Parker è un gangster di
ventura, un libero professionista della malavita; accetta solo incarichi che lo
convincono. E si lascia convincere dalla mafia a risolvere un problema ai
Caraibi: Wolfang Baron, un ex nazista, ha installato su un’isola un casinò che
rende parecchio, ma si rifiuta di versare tangenti al boss locale; Parker ha il
compito di rapinare il casinò, gettare sul lastrico il troppo indipendente aristocratico
tedesco ed incendiare la casa da gioco. In cambio potrà tenersi il malloppo. La
missione è già di per sé difficile e si complica ulteriormente quando ci si
mette di mezzo l’FBI che, venuta a conoscenza del piano della mafia, e, messe
le mani su Parker, si dimostra disponibile a condonare al supercriminale i suoi
delitti e a lasciarlo agire purché catturi Baron e lo consegni alle autorità
federali. La polizia americana è infatti impossibilitata ad arrestare il
tenutario della casa da gioco, in quanto l’isola su cui il casinò è installato
è sotto la sovranità di Cuba.
Il romanzo di Parker ha
moltissime analogie con Operazione Delta di Spillane (l’isola da espugnare,
un eroe al di sopra della morale comune e dalle qualità sovrumane, che si deve
mettere ob torto collo al servizio dell’FBI …).
La classe si Stark come
narratore è tuttavia superiore a quella di Spillane (il quale è peraltro
condizionato da un malcelato sciovinismo) e il suo romanzo, pur non essendo un capolavoro,
risulta comunque godibile, nonostante un finale poco plausibile seppur
sorprendente.
Trad.: Bruno Just Lazzari
Copertina: Carlo Jacono
