Il Mistero della Camera Gialla
Gaston Leroux
Titolo originale: Le Mystère de la Chambre Jaune, 1907
Prima ed. italiana Il
Romanzo mensile Salani 1909
Ed. consultata I
Classici del Giallo n°442, aprile 1984
Tutto cominci con un’aggressione,
quella della signorina Stangerson, figlia di un noto ricercatore chimico, all’interno
della loro sinistra abitazione (ogni sera da non si sa dove, la casa è “allietata”
dal latrato di un cane). Elemento curioso del tentativo di omicidio non è solo la
qualità della persona apparentemente senza nemici, ma anche la modalità della
stessa: l’aggressione è avvenuta in una camera chiusa dall’interno, la famosa
camera gialla del titolo, e i soccorsi sono avvenuti cos’ tempestivamente che l’assassino
non avrebbe avuto il tempo di fuggire, La signorina Stangerson, che asserisce
di non aver visto in faccia il proprio aggressore, si chiude in un
atteggiamento di scarsa collaborazione verso la polizia e non aiuta le
indagini, condotte dal celebre detective Frédric Larsan. A sbrogliare la
matassa ci pensa il giornalista, Joseph Rouletabille, infallibile segugio con
la testa a palla. Romanza notevole per la capacità di creare bei bozzetti,
spassoso quello del magistrato più attratto dai misteri che dalla loro risoluzione
e dal proprio lavoro e, naturalmente, quello dello stesso Rouletabille,
personaggio singolare e simpatico. Il romanzo è dventato un classico perché ha
proposto forse per la prima volta il tema fortunatissimo, all’interno del
genere mistery, del delitto commesso all’interno di una stanza chiusa dall’interno
e pertanto impossibile. In verità, la soluzione finale è talmente improbabile e
cartoonistica (sembra quello di un fumetto di Nick Carter del mai troppo
compianto Bonvi) da suscitare stupore l’ammirazione che a questo romanzetto hanno
tributato giallisti come Carter Dickson, ma tant’è …! Lo stile prevale
nettamente sul contenuto.
I Delitti della Vedova Rossa
Carter Dickson
Titolo Originale: The red widow murders, 1935
Prima ed. Italiana:
Omnibus Gialli “I delitti della Camera
Chiusa 2” ,
1977
Ed. consultata: I
Classici del Giallo n°580, aprile 1989
“Bender giaceva sulla schiena, seminascosto dall’immenso letto dorato
dall’altra parte della stanza, perciò nello specchio era riflessa solo la sua
faccia: gonfia e nerastra, con le palpebre semiaperte che mostravano il bianco
degli occhi.”
Lord Maintling è deciso a sfatare
un’orribile leggenda circolante sulla propria casa.
Una delle stanze della propria
dimora è maledetta:chiunque passi una notte nella stanza da letto, non
casualmente denominata “Vedova rossa”,
muore prima dello spirare della mezzanotte.
La leggenda era nata, dopo che
Marie Hortense della famiglia dei Sanson, boia del governo francese da
generazioni, aveva sposato un ascendente
di Lord Maintling: da allora all’interno della stanza si sono verificati una
lunga ed inspiegabile serie di decessi.
Il giovane Maintling non è superstizioso
ed è deciso a demistificare il mito: fa dunque togliere i sigilli alla camera,
chiusa da due generazioni, e riunisce parenti ed amici, per un macabro gioco di
società, cui prende parte anche il criminologo, sir Henry Merrivale.
A turno, ciascuno degli invitati
prende una carta da gioco da un mazzo.
Ad essere prescelto dalla sorte,
per passare la notte nella camera, è il folle cognato di Maintling, Guy
Brixham.
Il gioco contrariamente alle
previsioni si rivela mortale: ad uccidere Guy però non è né un fantasma, né un
meccanismo all’interno della stanza, ma un uomo in carne ed ossa.
Ma chi? …e soprattutto come ha
fatto ad uccidere Guy, se la camera, in cui il ragazzo si trovava era chiusa
dall’interno.
A risolvere l’enigma è il poco
ortodosso ed iracondo, Henry Merrivale.
Ennesimo e complicatissimo enigma
della “camera chiusa” di Carter
Dickson, pseudonimo di John Dickson Carr.
Un colpo di fucile
John Dickson Carr (aka Carter Dickson)
Titolo Originale: Till death do us part, 1944
Ed. consultata:
Omnibus Gialli “I delitti della Camera Chiusa”, 1978
Dick Marckam è uno scrittore di
cronaca nera e vive nella tranquilla cittadina di Ashe Hall, in Inghilterra.
Legatosi sentimentalmente ad una
giovane donna conosciuta da poco, vive una fase di intensa felicità. Grosse nubi si addensano,
tuttavia, sulla sua serenità: durante una festa locale, con tanto di tiro a
segno e giostre, la sua dolce promessa sposa colpisce accidentalmente con un
fucile del tiro a segno il misterioso chiromante, che in un tendone della fiera
legge la mano a coloro che glielo chiedono, ferendolo gravemente.
Sin dall’inizio Dick dubita si
tratti di un incidente: pochi minuti prima, la sua fidanzata aveva avuto un
colloquio con il misterioso indovino, da cui era andata a farsi predire il
futuro, e sebbene Dick non avesse potuto udire la conversazione, dalle ombre in
controluce del tendone in cui si era
svolto ne aveva dedotto che esso era stato
molto agitato.
Nel pomeriggio, i sospetti di
Dick sembrano trovare conferma: il medico del villaggio lo convoca d’urgenza,
comunicandogli che il ferito non è affatto grave, come si era lasciato credere
alla popolazione di Ashe Hall, ma semplicemente escoriato.
Il misterioso chiromante altro
poi non sarebbe che un patologo di fama al servizio del Ministero dell’Interno,
per cui svolge preziose consulenze in ambito criminale. Proprio quest’ultimo confida a
Dick di aver preferito far credere alla popolazione locale di essere moribondo,
per poter incastrare Leslie Grant, la quale a suo dire sarebbe un’abile assassina,
giunta ad Ashe Hall sotto falso nome.
Lungi dall’avere una ventina
d’anni, avrebbe superato la boa dei 40, pur sembrando molto più giovane.
Sarebbe stata sposata tre volte
ed i suoi precedenti mariti sarebbero morti, apparentemente suicidi, iniettandosi
del cianuro per via endovenosa, all’interno di stanze chiuse dall’interno. Nonostante non la si possa
incolpare delle morti dei mariti, il medico è convinto che la donna ne sia
l’autrice e chiede a Dick di aiutarlo a scoprire i segreti della donna. Il protagonista, sebbene
esterrefatto dalla rivelazione, promette la propria collaborazione.
Peccato che il giorno seguente
sia lo stesso misterioso medico a morire, ovviamente in una stanza chiusa
internamente e con una siringa di acido conficcata nel braccio.... ma non è
finita: si scopre che il medico in realtà non è un medico, ma un abile
truffatore e che tutto ciò che ha detto su Leslie sia falso.
Ma chi l’ha ucciso? A che scopo
l’ignobile farsa su Leslie? .. e come mai per assassinarlo è stato usato lo
stesso fantasioso e suggestivo metodo da lui descritto?
Sarà solo con l’aiuto del noto
criminologo Gideon Fell che Dick verrà a capo del complicatissimo caso.
Romanzo di una macchinosità tale
da renderne difficile persino uno stringato resoconto.
La soluzione dell’enigma è
impossibile da intuire tanto è cervellotica e la trama è perlomeno improbabile. Non tutto è però da buttare: i
colpi di scena non mancano … anzi si incalzano senza sosta e lo stile
letterario è veramente superlativo. Le descrizioni degli stati
d’animo del protagonista sono spesso di una classe insuperabile: basta leggere
la descrizione del suo stato di innamoramento verso Leslie, presente nelle
prime pagine del racconto, per rendersi conto delle qualità di introspezione
psicologica dell’autore.

