domenica 18 marzo 2018

L'enigma della camera chiusa (I)


Il Mistero della Camera Gialla
Gaston Leroux
 
Titolo originale: Le Mystère de la Chambre Jaune, 1907
Prima ed. italiana Il Romanzo mensile Salani 1909
Ed. consultata I Classici del Giallo n°442, aprile 1984

 
Tutto cominci con un’aggressione, quella della signorina Stangerson, figlia di un noto ricercatore chimico, all’interno della loro sinistra abitazione (ogni sera da non si sa dove, la casa è “allietata” dal latrato di un cane). Elemento curioso del tentativo di omicidio non è solo la qualità della persona apparentemente senza nemici, ma anche la modalità della stessa: l’aggressione è avvenuta in una camera chiusa dall’interno, la famosa camera gialla del titolo, e i soccorsi sono avvenuti cos’ tempestivamente che l’assassino non avrebbe avuto il tempo di fuggire, La signorina Stangerson, che asserisce di non aver visto in faccia il proprio aggressore, si chiude in un atteggiamento di scarsa collaborazione verso la polizia e non aiuta le indagini, condotte dal celebre detective Frédric Larsan. A sbrogliare la matassa ci pensa il giornalista, Joseph Rouletabille, infallibile segugio con la testa a palla. Romanza notevole per la capacità di creare bei bozzetti, spassoso quello del magistrato più attratto dai misteri che dalla loro risoluzione e dal proprio lavoro e, naturalmente, quello dello stesso Rouletabille, personaggio singolare e simpatico. Il romanzo è dventato un classico perché ha proposto forse per la prima volta il tema fortunatissimo, all’interno del genere mistery, del delitto commesso all’interno di una stanza chiusa dall’interno e pertanto impossibile. In verità, la soluzione finale è talmente improbabile e cartoonistica (sembra quello di un fumetto di Nick Carter del mai troppo compianto Bonvi) da suscitare stupore l’ammirazione che a questo romanzetto hanno tributato giallisti come Carter Dickson, ma tant’è …! Lo stile prevale nettamente sul contenuto.

 

I Delitti della Vedova Rossa
Carter Dickson

Titolo Originale: The red widow murders, 1935
Prima ed. Italiana: Omnibus Gialli “I delitti della Camera Chiusa 2”, 1977
Ed. consultata: I Classici del Giallo n°580, aprile 1989

 
“Bender giaceva sulla schiena, seminascosto dall’immenso letto dorato dall’altra parte della stanza, perciò nello specchio era riflessa solo la sua faccia: gonfia e nerastra, con le palpebre semiaperte che mostravano il bianco degli occhi.”

Lord Maintling è deciso a sfatare un’orribile leggenda circolante sulla propria casa.
Una delle stanze della propria dimora è maledetta:chiunque passi una notte nella stanza da letto, non casualmente denominata “Vedova rossa”, muore prima dello spirare della mezzanotte.
La leggenda era nata, dopo che Marie Hortense della famiglia dei Sanson, boia del governo francese da generazioni,  aveva sposato un ascendente di Lord Maintling: da allora all’interno della stanza si sono verificati una lunga ed inspiegabile serie di decessi.
Il giovane Maintling non è superstizioso ed è deciso a demistificare il mito: fa dunque togliere i sigilli alla camera, chiusa da due generazioni, e riunisce parenti ed amici, per un macabro gioco di società, cui prende parte anche il criminologo, sir Henry Merrivale.
A turno, ciascuno degli invitati prende una carta da gioco da un mazzo.
Ad essere prescelto dalla sorte, per passare la notte nella camera, è il folle cognato di Maintling, Guy Brixham.
Il gioco contrariamente alle previsioni si rivela mortale: ad uccidere Guy però non è né un fantasma, né un meccanismo all’interno della stanza, ma un uomo in carne ed ossa.
Ma chi? …e soprattutto come ha fatto ad uccidere Guy, se la camera, in cui il ragazzo si trovava era chiusa dall’interno.
A risolvere l’enigma è il poco ortodosso ed iracondo, Henry Merrivale.
Ennesimo e complicatissimo enigma della “camera chiusa” di Carter Dickson, pseudonimo di John Dickson Carr.
 
 
 
 
Un colpo di fucile
John Dickson Carr (aka Carter Dickson)
Titolo Originale: Till death do us part, 1944
Ed. consultata: Omnibus Gialli “I delitti della Camera Chiusa”, 1978
 
Dick Marckam è uno scrittore di cronaca nera e vive nella tranquilla cittadina di Ashe Hall, in Inghilterra.
Legatosi sentimentalmente ad una giovane donna conosciuta da poco, vive una fase di intensa felicità. Grosse nubi si addensano, tuttavia, sulla sua serenità: durante una festa locale, con tanto di tiro a segno e giostre, la sua dolce promessa sposa colpisce accidentalmente con un fucile del tiro a segno il misterioso chiromante, che in un tendone della fiera legge la mano a coloro che glielo chiedono, ferendolo gravemente.
Sin dall’inizio Dick dubita si tratti di un incidente: pochi minuti prima, la sua fidanzata aveva avuto un colloquio con il misterioso indovino, da cui era andata a farsi predire il futuro, e sebbene Dick non avesse potuto udire la conversazione, dalle ombre in controluce  del tendone in cui si era svolto ne aveva dedotto che esso era stato  molto agitato.
Nel pomeriggio, i sospetti di Dick sembrano trovare conferma: il medico del villaggio lo convoca d’urgenza, comunicandogli che il ferito non è affatto grave, come si era lasciato credere alla popolazione di Ashe Hall, ma semplicemente escoriato.
Il misterioso chiromante altro poi non sarebbe che un patologo di fama al servizio del Ministero dell’Interno, per cui svolge preziose consulenze in ambito criminale. Proprio quest’ultimo confida a Dick di aver preferito far credere alla popolazione locale di essere moribondo, per poter incastrare Leslie Grant, la quale a suo dire sarebbe un’abile assassina, giunta ad Ashe Hall sotto falso nome.
Lungi dall’avere una ventina d’anni, avrebbe superato la boa dei 40, pur sembrando molto più giovane.
Sarebbe stata sposata tre volte ed i suoi precedenti mariti sarebbero morti, apparentemente suicidi, iniettandosi del cianuro per via endovenosa, all’interno di stanze chiuse dall’interno. Nonostante non la si possa incolpare delle morti dei mariti, il medico è convinto che la donna ne sia l’autrice e chiede a Dick di aiutarlo a scoprire i segreti della donna. Il protagonista, sebbene esterrefatto dalla rivelazione, promette la propria collaborazione.
Peccato che il giorno seguente sia lo stesso misterioso medico a morire, ovviamente in una stanza chiusa internamente e con una siringa di acido conficcata nel braccio.... ma non è finita: si scopre che il medico in realtà non è un medico, ma un abile truffatore e che tutto ciò che ha detto su Leslie sia falso.
Ma chi l’ha ucciso? A che scopo l’ignobile farsa su Leslie? .. e come mai per assassinarlo è stato usato lo stesso fantasioso e suggestivo metodo da lui descritto?
Sarà solo con l’aiuto del noto criminologo Gideon Fell che Dick verrà a capo del complicatissimo caso.
Romanzo di una macchinosità tale da renderne difficile persino uno stringato resoconto.
La soluzione dell’enigma è impossibile da intuire tanto è cervellotica e la trama è perlomeno improbabile. Non tutto è però da buttare: i colpi di scena non mancano … anzi si incalzano senza sosta e lo stile letterario è veramente superlativo. Le descrizioni degli stati d’animo del protagonista sono spesso di una classe insuperabile: basta leggere la descrizione del suo stato di innamoramento verso Leslie, presente nelle prime pagine del racconto, per rendersi conto delle qualità di introspezione psicologica dell’autore.
 
 

 

 

 

mercoledì 7 febbraio 2018

Uno contro tutti



Pallidi Re e Principi
Robert B. Parker
Titolo originale: Pale Kings and Princes 1987
Ed. italiana 1988 (Giallo Mondadori n°2058)

«Vidi pallidi re e principi,
pallidi guerrieri, pallidi come la morte
eran tutti loro
Gridavano: “la Belle Dame sans merci”
li tiene prigionieri»

John Keats La Belle Dame sans merci

Garrett Kingsley, direttore di un quotidiano di provincia, incarica Spenser di indagare sulla morte del giornalista Eric Valdez, avvenuta nella città di Wheaton dove stava raccogliendo informazioni su un traffico di cocaina. Spenser si reca a Wheaton, ma non trova collaborazione, né da parte della polizia, la cui versione ufficiale è che Valdez sia stato ucciso da un marito geloso, né da parte della popolazione locale piuttosto omertosa. Chiunque conosca Spenser sa che i suoi metodi di indagine sono piuttosto elementari. In questo caso si limita a rompere le palle ai passanti, chiedendo loro se siano al corrente che la loro città sia un luogo di smistamento di un traffico di stupefacenti, provenienti dalla Colombia (come se una cosa del genere possa essere di dominio pubblico o le persone anche sapendolo lo direbbero a uno sconosciuto). Evidentemente Spenser crede molto nelle sue capacità di persuasione, specie quando si tratta di fare domande alle donne. E sì, perché il nostro ha una vanità da fare schifo: quando una bibliotecaria gli indica su quale scaffale può trovare lo stradario cittadino, Spenser non pensa affatto che la cosa rientri nelle normali mansioni della funzionaria, ma ne attribuisce il merito al suo improbabile fascino:
Il mio sorriso malandrino aveva funzionato ancora una volta. Se l’avessi accentuato anche di poco, sarebbe venuta a sedersi sulle mie ginocchia.
Ad ogni modo a furia di fare domande a destra e a manca, finisce per farsi notare e, una sera, viene aggredito in mezzo a una via solitaria. Sfuggito al tentativo di linciaggio, menando le mani, trova finalmente una persona disposta ad aiutarlo, un’assistente sociale di nome Juanita, che gli offre una prima traccia: Valdez era l’amante della moglie di un ricco grossista. Pezzo dopo pezzo, il detective privato più insopportabile della storia della letteratura poliziesca riesce a ricomporre il puzzle e a scardinare, con l’aiuto del fedele Hawk, un’intera organizzazione criminale.

Trad.: Stefano Galli
Copertina: Prieto Muriana

A Ferro e Fuoco
Richard Stark
Titolo originale: The Hundle 1966
Ed. italiana 1967 (Giallo Mondadori serie nera n°)



Parker è un gangster di ventura, un libero professionista della malavita; accetta solo incarichi che lo convincono. E si lascia convincere dalla mafia a risolvere un problema ai Caraibi: Wolfang Baron, un ex nazista, ha installato su un’isola un casinò che rende parecchio, ma si rifiuta di versare tangenti al boss locale; Parker ha il compito di rapinare il casinò, gettare sul lastrico il troppo indipendente aristocratico tedesco ed incendiare la casa da gioco. In cambio potrà tenersi il malloppo. La missione è già di per sé difficile e si complica ulteriormente quando ci si mette di mezzo l’FBI che, venuta a conoscenza del piano della mafia, e, messe le mani su Parker, si dimostra disponibile a condonare al supercriminale i suoi delitti e a lasciarlo agire purché catturi Baron e lo consegni alle autorità federali. La polizia americana è infatti impossibilitata ad arrestare il tenutario della casa da gioco, in quanto l’isola su cui il casinò è installato è sotto la sovranità di Cuba.
Il romanzo di Parker ha moltissime analogie con Operazione Delta di Spillane (l’isola da espugnare, un eroe al di sopra della morale comune e dalle qualità sovrumane, che si deve mettere ob torto collo al servizio dell’FBI …).
La classe si Stark come narratore è tuttavia superiore a quella di Spillane (il quale è peraltro condizionato da un malcelato sciovinismo) e il suo romanzo, pur non essendo un capolavoro, risulta comunque godibile, nonostante un finale poco plausibile seppur sorprendente.

Trad.: Bruno Just Lazzari
Copertina: Carlo Jacono