OS 117: Sul filo del Nilo
“Con l’ascesa al potere di Aouanr
el Sadat, le buone vecchie tradizioni egiziane avevano ripreso il sopravvento.
Tutto e tutti erano in vendita al miglior offerente. Era solo questione di
prezzo!”
Ennesimo romanzo di OS 117, scritto da Josette Bruce, che aveva ereditato la serie dopo la morte del marito Jean, il cui principale merito è quello di fornire una fotografia nitida (forse un po’ troppo!) del passaggio di consegne ai vertici dell’Egitto da Nasser a Sadat, passaggio che segnò per il Cairo la fine del dirigismo economico, ma soprattutto un avvicinamento in campo internazionale agli USA a spese degli ex alleati sovietici.
Josette Bruce immagina che, in
questo contesto di transizione, che fu effettivamente segnato dalle opposizioni
della Sinistra nasseriana, avvenga una spaccatura all’interno dei servizi
segreti egiziani: una parte dei quali opererebbero per una radicalizzazione dell’opinione
pubblica in senso anti-israeliano e dunque anti-americano, mettendo in
difficoltà il neopresidente ed i suoi piani di “rivoluzione correttiva”.
A rimettere le cose al loro posto
ci penserà ovviamente l’agente della CIA – ma di origine francese – Hubert
Bonisseur de la Bath, nome in codice OS 117, il quale incrocerà nuovamente la
propria strada con quella della giovane Inam Hassaini, personaggio già apparso
in precedenza.
Fra le vicende storiche citate la
Guerra del Kippur (all’epoca appena terminata) e l’imprigionamento dell’allora
quarantenne, Ali Sabri, vicepresidente egiziano ed esponente di spicco del
Socialismo arabo, fra le vittime più illustri del cambiamento di rotta, operato
da Sadat, in economia e politica estera.
SAS: massacro ad Amman
Da una spia egiziana, che poi viene soppressa, la CIA viene a sapere che si sta preparando un attentato a Hussein: la congiura, stando alle dichiarazioni della spia, è organizzata da una persona molto vicina al re, una persona di tutta fiducia. Il servizio segreto americano invia ad Amman Malko Linge, spia aristocratica (l’acronimo SAS sta per Sua Altezza Serenissima), il cui compito è tutt’altro che facile: non può avvertire Hussein del pericolo, perché rischierebbe di mettere in allarme il traditore e quindi è costretto a lavorare dietro le quinte.
Romanzo storicamente interessante che ricostruisce il clima in Giordania dopo il Settembre Nero ed il disarmo dei fedayn e che fotografa le incertezze e le contraddizioni della politica di re Hussein, impegnato da una parte a ristabilire la propria sovranità all’interno del Paese di fronte alle pretese dei guerriglieri palestinesi e dall’altra ancora arroccato in una posizione di rigida intransigenza verso la cessione di Gerusalemme agli Israeliani.
Anche il personaggio di SAS sembra qui diverso
rispetto ad alcuni romanzi successivi, in cui costringe donne a subire rapporti
sessuali non graditi o agisce con estrema crudeltà verso gli avversari.
In questo romanzo, appare umano,
prova paura, è dotato di una sua etica ed agisce guidato dal senso di pietà.
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