domenica 22 luglio 2012

Uomini soli

 
La Vedova Nera
Patrick Quentin
Titolo originale: Black Widow 1952

Peter Duluth è un giovane impresario teatrale di New York
Un giorno, mentre la moglie è fuori città per assistere la madre malata, l’uomo conosce una ragazza ad un party.
Si tratta di una ragazza dall’aria insignificante.
Piantata, così dice lei, dalle persone che l’hanno portata con loro al ricevimento, se ne sta seduta ed annoiata sul divano.
Per un impulso di tenerezza, Peter le si avvicina e le da discorso.
La ragazza, di nome Nanny Orday, si dimostra simpatica e cordiale: ha la passione per la scrittura e le piacerebbe scrivere per il teatro, ma insicura di sé, teme di non averne il talento.
All’uomo la ragazza piace e visto che il ricevimento la annoia e la pulzella ha fame, le propone di uscire a mangiare un boccone assieme.
La frequentazione con Nanny procede innocente nei giorni seguenti.
Peter deve aver fatto il boy scout da piccolo e questa esperienza deve averlo segnato in profondità: quando la giovane di punto in bianco gli chiede se può passare le mattine a  scrivere casa sua, in quanto nella sua squallida stanzetta al Greenwich Village non riesce a concentrarsi,   Peter, che di solito dalle 8,00 sino all’ora di pranzo è in ufficio, non esita a dare a Nanny le chiavi del suo appartamento.
Grave errore, perché la signorina si fa trovare impiccata nella sua camera da letto.
Un delitto dai risvolti morbosi, in quanto il coroner appura che la giovane uccisa era incinta.
Difficile, per lo stralunato Peter, convincere la polizia che la sua relazione con la ragazza sia l’innocuo interessamento, condito da una buona dose di vanità maschile, di una persona buona verso una ragazza modesta.
Tutto sembra congiurare per una lettura meno banale e credibile: una relazione illecita, sfociata in omicidio, dopo la scoperta di una gravidanza non più occultabile.
Invisibili fili hanno cominciato ad avvolgersi attorno a Peter, i fili che andava tessendo il più velenoso dei ragni “La Vedova Nera”, che uccide i maschi che riesce ad attirare nella sua tela.
Avvincente e piacevole, scritto a quattro mani da Richard W. Webb e Hugh C. Wheeler , che si firmano con lo pseudonimo di Patrick Quentin.



La donna fantasma
William Irish (Cornell Woolrich)
Titolo originale: Phantom Lady 1942
1° ed. italiana: 1946
Ed. consultata: 2002 (I Classici del Giallo Mondadori n°923)

Quante volte, durante un litigio con la vostra fidanzata o con vostra moglie, l’avete minacciata di piantarla in asso e di invitare a teatro o a cena la prima donna disponibile, incontrata per strada?!
Beh tutti forse lo abbiamo fatto! Pochi credo hanno avuto il coraggio di mettere in pratica la minaccia.
Tra questi uomini c’è Scott Henderson: ha intenzione di chiedere alla moglie il divorzio e per ammorbidirla e convincerla a cedere con le buone (la donna aveva già rifiutato una volta) prenota un tavolo ad un costoso ristorante di New York e dei biglietti, per uno spettacolo canoro.
La donna però, per niente sedotta da tali attenzioni, mangia la foglia, aspetta che il marito finisca di prepararsi e quando lui è già agghindato gli dice chiaro in faccia che non intende uscire e che non  concederà mai il sospirato divorzio.
Strana donna la signora Henderson!
Ormai conduce col marito un’esistenza da separati in casa, frequenta altri uomini … ma per un sadico dispetto vuole tenere il marito vincolato a sé! 
Scott la minaccia di uscire da solo e di utilizzare i biglietti con la prima bipede di sesso femminile che avrebbe incontrato per strada.
Lo dice e lo fa: abborda una signorina col cappello arancione e passa la serata con lei.
I due occasionali compagni stringono il patto di non scambiarsi, per tutta la durata del loro incontro, nessuna informazione personale.
Uno sbaglio: quando Scott rientra a casa trova nella camera da letto alcuni robusti agenti della polizia ed il cadavere della moglie.
Strangolata con una cravatta di seta.
Solo allora il protagonista si accorge di non avere alibi.
Non sa il nome della sconosciuta con cui ha passato la serata del delitto e per la verità non riesce a ricordarne bene neanche la fisionomia.
Per colmo di sventura, le persone che ha incontrato durante la sera (un barista, il maitre del ristorante, il taxista) ricordano distintamente lui, ma non la signora che lo accompagnava.
Per la polizia non ci sono dubbi: Scott ha ucciso la moglie, poi è uscito solo e si è recato al ristorante ed a teatro, per crearsi un alibi.
La donna, l’unica che ricordando l’orario del loro incontro, potrebbe scagionarlo, sembra essersi volatilizzata.
L’agente Burgess e Lombard, un amico di Scott, credono nella sua innocenza ed iniziano una caccia alla donna fantasma, ma soprattutto una sfida contro il tempo, per salvare l’uomo dalla sedia elettrica.
Sorpresona finale.
Woolrich, padre del noir, firma questo romanzo con lo pseudonimo di Irish. 

Past and present

Il post di questo mese è dedicato a due romanzi particolarmente belli e suggestivi, in cui giocano un ruolo fondamentale la dimensione del tempo e la presenza di personaggi femminili particolarmente carismatici.


Un Pomeriggio da ammazzare
Shelley Smith
Titolo originale: An afternoon to kill (1953)
Ed. Italiana, 1991(Giallo Mondadori n°2218)

Lancelot Jones è un pedante professore, laureatosi ad Oxford.
Assunto da Mahmoud Kahn, capo di un piccolo Stato indiano, per fare da precettore al figlio, Jones parte alla volta dell’India su un piccolo aereo privato.
 Durante il volo è però costretto a fermarsi nel deserto per un’avaria al motore.
Uno spiacevole contrattempo, ma Lancelot non si perde d’animo.
Lascia il suo pilota a riparare il guasto e cerca rifugio in una casa che ha scorto da lontano.
Poi, con grande sorpresa, scopre che la proprietaria di quella casa è un’inglese. Si chiama Blanche Rose Sheridan (ma si fa chiamare Alva Hine) e ha scelto di vivere in Oriente per qualche misteriosa ragione.
Per ammazzare il tempo, l’anziana donna gli racconta una storia risalente a cinquant’anni prima, a quando, ancora ragazza, perde la madre e si trova a vivere sola col padre ed i fratelli, in una tranquilla città di provincia inglese.
Ad alterare gli strani equilibri familiari, venutisi a creare dopo il lutto, arriva un giorno una giovane ed affascinante donna,  Sophia Falk.
Sophia, povera ma dotata di grande carisma, seduce il padre di Blanche, rimasto vedovo, e si insinua nella vita di Blanche e dei fratelli.
La sua presenza finirà per scatenare sentimenti contrastanti, all’interno della famiglia Sheridan: il padre di Blanche e suo fratello Harry ne sono ammaliati e succubi e tra padre e figlio si sviluppa latente un’insana competizione, fomentata dalla stessa Sophia.
 La diciannovenne Blanche Rose, segretamente e consapevolmente innamorata del padre, ne è invece gelosa.
La giovane Sophia si rivela poi rapidamente agli occhi di Blanche Rose, per ciò che realmente è, un’astuta manipolatrice e cinica scalatrice sociale, per di più legata ad un altro uomo da un’illecita relazione.
Il suo omicidio apre quindi una serie di enigmi, che solo apparentemente vengono del tutto risolti: il passato getta infatti anche ombre inquietanti sul presente e ad un certo punto Lancelot Jones dovrà improvvisarsi investigatore per arrivare alla fine della storia.
“Una fine imprevedibile, beffarda, che neanche il lettore più smaliziato riuscirà ad anticipare”, così recita la quarta copertina dell’edizione mondadoriana di An afternoon to kill …ed ha perfettamente ragione.  


 
Miss Lizzie
Walter Satterhwait
Titolo originale: Miss Lizzie 1989
Ed. Italiana 1991 (Giallo Mondadori n°2168)

Lizzie Borden una scure afferrò
e quaranta colpi alla madre vibrò,
e quando vide ciò che aveva fatto,
ne vibrò al padre ben quarantaquattro…

1921: Amanda Burton è una ragazzina di tredici anni, curiosa e ribelle.
Vive assieme al padre, al fratello ed alla matrigna un’esistenza apparentemente serena.
In realtà, il rapporto tra il padre e la seconda moglie si è logorato da parecchio tempo e quest’ultima goffa e petulante non riscuote grande simpatia, presso Amanda ed il fratello.
Durante una vacanza estiva in Massachusetts, la ragazza conosce la sessantenne Elizabeth Borden, meglio conosciuta come Lizzie Borden.
La donna ha fama di aver assassinato, a colpi di scure, trent’anni prima, i genitori e sebbene la giuria l’avesse prosciolta dall’accusa, un’intera Nazione ha continuato a crederla colpevole.
Amanda la frequenta di nascosto un po’ per ribellione, un po’  per curiosità, trovando in lei un’amica sincera.
Una mattina, dopo un litigio casalingo con la matrigna, Amanda ne scopre il cadavere fatto a pezzi con un’accetta.
Il capo della polizia locale, Da Silva, non ha dubbi: ad uccidere, in preda ad un nuovo raptus di follia, è stata Lizzie: il delitto presenta peraltro straordinarie analogie con quello di Fall River, in cui la donna era rimasta implicata trent’anni prima.   
Buoni motivi per uccidere avrebbero però anche Amanda, il fratello William ed il padre dei due ragazzi, da tempo insofferente nei confronti del rapporto coniugale con la donna.
 Amanda per scagionare sé stessa ed i familiari si improvvisa investigatrice e con l’aiuto di Lizzie, di un agente della Pinkerton e di un intuitivo avvocato del luogo riesce a smantellare i sospetti e la diffidenza di un’intera cittadina ed a fare luce sul caso.
La soluzione dell’enigma riporterà a galla anche gli eventi, consumatisi trent’anni prima a Fall River.
Secondo (bel) romanzo di Walter Satterthwait, il primo ad essere pubblicato in Italia.
Il personaggio di Lizzie Borden è esistito veramente.
Protagonista di uno dei più controversi casi giudiziari della storia americana, la giovane Lizzie era stata accusata, nel 1892, del duplice omicidio dei genitori ed assolta, per mancanza di prove e di movente. Entrata di prepotenza nel folklore e nell’immaginario americano, ha dato il proprio nome anche ad un leggendario gruppo rock.