La Vedova Nera
Patrick Quentin
Titolo originale: Black Widow 1952
Peter Duluth è un giovane impresario teatrale di New York
Un giorno, mentre la moglie è fuori città per assistere la madre malata, l’uomo conosce una ragazza ad un party.
Si tratta di una ragazza dall’aria insignificante.
Piantata, così dice lei, dalle persone che l’hanno portata con loro al ricevimento, se ne sta seduta ed annoiata sul divano.
Per un impulso di tenerezza, Peter le si avvicina e le da discorso.
La ragazza, di nome Nanny Orday, si dimostra simpatica e cordiale: ha la passione per la scrittura e le piacerebbe scrivere per il teatro, ma insicura di sé, teme di non averne il talento.
All’uomo la ragazza piace e visto che il ricevimento la annoia e la pulzella ha fame, le propone di uscire a mangiare un boccone assieme.
La frequentazione con Nanny procede innocente nei giorni seguenti.
Peter deve aver fatto il boy scout da piccolo e questa esperienza deve averlo segnato in profondità: quando la giovane di punto in bianco gli chiede se può passare le mattine a scrivere casa sua, in quanto nella sua squallida stanzetta al Greenwich Village non riesce a concentrarsi, Peter, che di solito dalle 8,00 sino all’ora di pranzo è in ufficio, non esita a dare a Nanny le chiavi del suo appartamento.
Grave errore, perché la signorina si fa trovare impiccata nella sua camera da letto.
Un delitto dai risvolti morbosi, in quanto il coroner appura che la giovane uccisa era incinta.
Difficile, per lo stralunato Peter, convincere la polizia che la sua relazione con la ragazza sia l’innocuo interessamento, condito da una buona dose di vanità maschile, di una persona buona verso una ragazza modesta.
Tutto sembra congiurare per una lettura meno banale e credibile: una relazione illecita, sfociata in omicidio, dopo la scoperta di una gravidanza non più occultabile.
Invisibili fili hanno cominciato ad avvolgersi attorno a Peter, i fili che andava tessendo il più velenoso dei ragni “La Vedova Nera”, che uccide i maschi che riesce ad attirare nella sua tela.
Avvincente e piacevole, scritto a quattro mani da Richard W. Webb e Hugh C. Wheeler , che si firmano con lo pseudonimo di Patrick Quentin.
La donna fantasma
William Irish (Cornell Woolrich)
Titolo originale: Phantom Lady 1942
1° ed. italiana: 1946
Ed. consultata: 2002 (I Classici del Giallo Mondadori n°923)
Quante volte, durante un litigio con la vostra fidanzata o con vostra moglie, l’avete minacciata di piantarla in asso e di invitare a teatro o a cena la prima donna disponibile, incontrata per strada?!
Beh tutti forse lo abbiamo fatto! Pochi credo hanno avuto il coraggio di mettere in pratica la minaccia.
Tra questi uomini c’è Scott Henderson: ha intenzione di chiedere alla moglie il divorzio e per ammorbidirla e convincerla a cedere con le buone (la donna aveva già rifiutato una volta) prenota un tavolo ad un costoso ristorante di New York e dei biglietti, per uno spettacolo canoro.
La donna però, per niente sedotta da tali attenzioni, mangia la foglia, aspetta che il marito finisca di prepararsi e quando lui è già agghindato gli dice chiaro in faccia che non intende uscire e che non concederà mai il sospirato divorzio.
Strana donna la signora Henderson!
Ormai conduce col marito un’esistenza da separati in casa, frequenta altri uomini … ma per un sadico dispetto vuole tenere il marito vincolato a sé!
Scott la minaccia di uscire da solo e di utilizzare i biglietti con la prima bipede di sesso femminile che avrebbe incontrato per strada.
Lo dice e lo fa: abborda una signorina col cappello arancione e passa la serata con lei.
I due occasionali compagni stringono il patto di non scambiarsi, per tutta la durata del loro incontro, nessuna informazione personale.
Uno sbaglio: quando Scott rientra a casa trova nella camera da letto alcuni robusti agenti della polizia ed il cadavere della moglie.
Strangolata con una cravatta di seta.
Solo allora il protagonista si accorge di non avere alibi.
Non sa il nome della sconosciuta con cui ha passato la serata del delitto e per la verità non riesce a ricordarne bene neanche la fisionomia.
Per colmo di sventura, le persone che ha incontrato durante la sera (un barista, il maitre del ristorante, il taxista) ricordano distintamente lui, ma non la signora che lo accompagnava.
Per la polizia non ci sono dubbi: Scott ha ucciso la moglie, poi è uscito solo e si è recato al ristorante ed a teatro, per crearsi un alibi.
La donna, l’unica che ricordando l’orario del loro incontro, potrebbe scagionarlo, sembra essersi volatilizzata.
L’agente Burgess e Lombard, un amico di Scott, credono nella sua innocenza ed iniziano una caccia alla donna fantasma, ma soprattutto una sfida contro il tempo, per salvare l’uomo dalla sedia elettrica.
Sorpresona finale.
Woolrich, padre del noir, firma questo romanzo con lo pseudonimo di Irish.
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