domenica 28 ottobre 2012

Private eye

Il post di questo mese è dedicato alla figura dell'investigatore privato "hard boiled school".



Il falcone maltese
Dashiell Hammett
Titolo originale: The maltese falcon (1939)
Ed. Italiana consultata, 1967 (pocket Longanesi n°111)

Diffido degli uomini che non aprono mai bocca.
In genere essi scelgono il momento peggiore per parlare e dicono cose che non vanno.
Parlare è una di quelle cose, che non si possono fare giudiziosamente se non ci si tiene in allenamento.

Sam Spade e Miles Archer sono due piedipiatti privati di San Francisco.
Un giorno capita nel loro ufficio un’elegante signora, che dice di chiamarsi Wonderly e che offre ai due investigatori la somma di 200$, affinché questi scoprano la residenza di un tale Thursday.
Secondo il racconto della donna, costui avrebbe sedotto sua sorella, convincendola ad andare via di casa e portandola a San Francisco.
Spade ed Archer, pur non credendo al suo racconto, accettano l’incarico, attirati dal denaro.
Quando però Miles, che si è messo sulle tracce dell’uomo, muore, steso in un vicolo con una 45 automatica, Spade capisce di trovarsi in un brutto imbroglio.
La stessa notte in cui Miles viene ucciso, viene ritrovato anche il cadavere di Thursday e la polizia inizia a sospettare che il secondo omicidio sia opera di Spade, ansioso di vendicare il socio.
I colpi di scena non sono però finiti: il giorno seguente, fa irruzione nell’ufficio di Spade un tipo strano ed un po’ effeminato, tale Joel Cairo, che offre a Spade la vertiginosa cifra di 5.000 $, affinché ritrovi una statuetta smaltata, rappresentante un falco.
Per una qualche strana ragione, Cairo è convinto che la statua si trovi nell’ufficio di Spade ed insiste, arma in pugno, per perquisire il locale.
Spade si rende conto che Cairo e la misteriosa cliente del giorno prima siano collegati da un qualche legame, ma deve fare i conti anche con un misterioso quanto giovane pedinatore.
Il falcone maltese è il thriller nevrotico e freddo, che ha cambiato per sempre la narrativa poliziesca, dando all’hard boiled il suo primo grande romanzo.
In confronto i precedenti romanzi di Hammett, Red harvest e The Dain  course sembrano semplici esercitazioni di stile prima di arrivare a questo racconto mozzafiato, in grado di incantare il lettore sin dalle prime pagine.
Philip Marlowe è affascinante? I personaggi di Mickey Spillane e James Ellroy sono terrificanti?
Il detective Dave Sughrue, inventato da James Crumley, è decadente?
Beh, c’è un personaggio, che ha incarnato tutte queste componenti meglio e prima degli altri, è Sam Spade, il detective privato protagonista di questa novel e padre di tutti i private eye, che affolleranno la narrativa poliziesca negli anni a venire!
Il personaggio di Spade portò al successo sul grande schermo Humphrey Bogart, che lo interpretò in un’indimenticabile versione cinematografica del 1941, diretta da John Huston (in Italia il film fu distribuito col titolo: il Mistero del falco).
Il grande Bogey, già attore maturo e consumato, era l’interprete ideale per un personaggio durissimo, ma con un suo particolare codice etico.



La bella addormentata
Ross Mac Donald
Titolo originale: sleeping Beauty, 1973
Ed. Italiana consultata: I Classici del Giallo Mondadori n°918(2002)


Il 2010 sarà forse ricordato come l’anno della marea nera, il tremendo disastro ecologico, avvenuto nel Golfo del Messico.
Questo poliziesco, scritto ventinove anni fa da Ross Mc Donald, sembra anticipare quella catastrofe.
Il detective privato, Lew Archer, incontra per caso la giovane Laurel, seduta sulla spiaggia, nell’inutile tentativo di pulire un cormorano, vittima dello sversamento in mare di una piattaforma petrolifera al largo della California.
La ragazza, ipersensibile, sembra visibilmente traumatizzata ed Archer, convinto che la giovane non sia perfettamente capace di intendere e volere e non abbia un posto dove andare la porta in casa propria.
Qui Laurel telefona al marito, per chiedergli di venire a prenderla, ma tra i due sembra correre un litigio, dopo di che la ragazza chiede ad Archer di potersi servire del suo bagno, ne esce pochi minuti dopo e si congeda dall’investigatore, lasciando casa sua.
Archer si accorge, tuttavia, che la ragazza prima di uscire dal bagno ha asportato dall’armadietto dei medicinali una confezione di barbiturici e temendo che le sue intenzioni siano quelle di suicidarsi, si precipita fuori dall’abitazione per cercarla, ma senza successo.
Rintracciato il marito della donna ed i parenti di lei, scopre che Laurel altro non è che la nipote dello spietato petroliere William Lennox, proprietario della piattaforma, che ha causato indirettamente lo sversamento del greggio in mare.
Una telefonata al padre della giovane sembra lasciar credere che la donna, dopo aver lasciato l’abitazione di Archer, sia stata rapita.
Ma da chi?
I sospetti sembrano appuntarsi, in un primo tempo, su un balordo di nome Harold Sherry.
Il caso si complica però quando due cadaveri vengono ripescati nei pressi della villa dei Lennox, mentre dal passato della famiglia Lennox emergono misteriosi interrogativi.
La bella addormentata è dopo Bersaglio mobile forse il miglior poliziesco di Mc Donald. Il romanzo ha ritmo e coerenza e cosa abbastanza difficile riesce nell’impresa di intrecciare passato e presente narrativo, creando un mistery avvincente.



Il lungo addio
Raymond Chandler
Titolo originale: The Long goodbye (1953)
Ed. consultata,  Omnibus Gialli Mondadori (1971)

Terry Lennox è un povero diavolo, che ha il vizio di alzare un po’ il gomito.
A renderlo differente dalla sterminata folla di ubriaconi, che affollano Los Angeles, è il suo carattere orgoglioso ed altero: malgrado sia l’ex marito di Sylvia Loring,  donna ricca e potente, e possa battere cassa presso di lei, preferisce l’indigenza e la compagnia dello squattrinato investigatore privato, Philip Marlowe.
La frequentazione fra i due si interrompe improvvisamente, però, quando Lennox annuncia all’amico di voler tornare con Sylvia.
L’abbandono della vita randagia, da parte di Terry, ed il suo ritorno tra le braccia dell’infedele e poco affezionata ex moglie, segnano la fine del rapporto tra lui e Marlowe, che giudica la sua scelta un cedimento verso il lusso e le comodità di un’esistenza agiata.
Nonostante ciò, quando Terry verrà invischiato nell’omicidio della moglie, Marlowe non si tira indietro per assisterlo e lo aiuterà a fuggire in Messico.
Un gesto di amicizia, dettato anche dalla profonda convinzione che Terry sia estraneo al delitto: una convinzione che non verrà scossa neanche dal successivo suicidio dell’uomo, che prima della morte rilascerà, per iscritto, una completa confessione.
Mesi dopo, Marlowe viene contattato da Eileen Wade, perché scopra cosa si celi dietro il repentino cambiamento del marito, Roger, romanziere di successo ed autore di diversi best Sellers.
L’uomo è sempre più spesso ubriaco, soggetto a violenti scoppi di ira ed a crisi suicide.
La donna crede che dietro la metamorfosi del marito si nasconda un evento concreto, rimosso, ma ancora presente nel suo subconscio.
Marlowe scoprirà che la vicenda dei coniugi Wade è strettamente intrecciata a quella dell’amico, morto in Messico tempo prima.
Il Lungo Addio è il sesto romanzo con Marlowe protagonista ed uno dei più belli.
Chandler gioca con la corda dei sentimenti, senza scadere nel patetismo.



Hammett, cacciatore di uomini
Joe Gores
Titolo originale: Hammett, 1979
Ed. Italiana consultata: Il Giallo Mondadori n°1570(1979)

San Francisco 1928: Dashiell Hammett è un ex investigatore privato della Pinkerton, ormai dedicatosi alla scrittura; tuttavia quando un suo vecchio collega, Victor Atkinson, muore assassinato, nel corso di un’indagine sulla corruzione nell’ambito dell’apparato di polizia cittadino, Hammett decide di indossare nuovamente i panni del detective.
La ricerca del responsabile dell’omicidio di Victor, lo porterà ad incunearsi nei vicoli di Chinatown e nei postriboli e nelle case da gioco della città, rimuovendo il velo di corruzione ed ipocrisia, che regna nella metropoli americana.
“Hammett cacciatore di uomini” è un romanzo particolarmente brillante: in parte thriller, in parte storia romanzata ed in parte biografia, capace di mescolare elementi reali con altri semplicemente verosimili.
Reale è il passato di Hammett, il creatore dell’  “hard boiled school”, come “operatore”  dell’agenzia investigativa Pinkerton, così come reale è il fatto che a San Francisco, nel 1928, si sia costituita una commissione civica, per debellare la corruzione all’interno del dipartimento di polizia.
Il 1928 non è stato scelto a caso come anno di ambientazione della vicenda; come lo stesso Gores ha ammesso ad affascinarlo non era l’idea di scrivere su “Hammett detective”, quanto su “Hammett detective che diventa scrittore”, in sostanza su Hammett nel momento della sua evoluzione.
Scrivere richiede introspezione e comprensione- rivela Gores in appendice all’edizione mondadoriana del suo romanzo-  cose controproducenti e distruttive per il cacciatore di uomini. Infatti  lo indurrebbero a vedere l’avversario, la sua preda, come creatura umana, vulnerabile, sofferente e lui perderebbe quella forza emotiva, che gli permette di sopravvivere come investigatore.
Sono parole interessanti, soprattutto se si pensa che anche Gores, come Hamett, è stato un investigatore privato prima di diventare romanziere.
Il 1928, quindi si presenta come data ideale di ambientazione, in quanto è l’anno, in cui Hammett ha messo in cantiere i suoi primi quattro romanzi e lasua vita ha avuto una relativa stabilizzazione, dopo alcuni anni bui.
Dal romanzo è stato tratto anche un film, diretto da Wim Wenders e che avrebbe dovuto vedere lo stasso Gores impegnato, in fase di sceneggiatura.



Ora zero per il boia
George Joseph
Titolo originale: Swan song for a thrush 1962
Ed. Italiana: 1962 (I libri neri Mondadori n°15)

La vita non è stata tenera con Steve Bryden: espulso dall’FBI, a causa di una falsa accusa di corruzione si è poi arruolato tra i marines ed ha partecipato alla guerra di Corea, riportando una lesione permanente al ginocchio.
Congedato, ha aperto un’agenzia di investigazioni, ma gli affari vanno male.
Sul punto di piantare baracca e burattini e  chiudere definitivamente l’attività, gli capita tra le mani un lavoro facile: il miliardario Vance Rennell gli offre una lauta cifra per recuperare alcune lettere compromettenti, scritte all’ex amante, la giovane cantante Velie Naden.
Niente di illegale, Steve deve soltanto recarsi dalla donna e comprare le scottanti missive.
Qualcosa però non funziona a dovere.
 Il giorno seguente a quello della transazione, Steve legge sul giornale che Velie “l’allodola” è stata trovata morta, strangolata nella propria camera da letto.
Il decesso sarebbe avvenuto, secondo il coroner,  parecchie ore prima che Steve andasse a trovarla.
Per di più la foto di Velie, pubblicata sui giornali, non corrisponde all’immagine della ragazza, a cui l’investigatore ha dato il denaro e da cui ha ricevuto in cambio le lettere.
Qualcuno, a conoscenza del ricatto, si è sostituito alla vera Velie, dopo averla uccisa, ed ha arraffato i ventimila dollari, ma chi?
Lo stesso Steve, che ha lasciato nell’appartamento della cantante alcune impronte, è inizialmente accusato dell’omicidio: avrebbe ucciso la donna per recuperare le lettere e tenere per sé il denaro.
Esiste poi un’altra pista non meno inquietante: Velie si occupava di smerciare a New York una letale droga, il “Marquif” e forse Rennell non era l’unico uomo che l’ambiziosa e avida ragazza  ricattava.
Bryden non solo risolve il caso, ma la soluzione dell’enigma getta una luce sul suo stesso passato: scopre chi anni prima lo ha incastrato, costruendo le false accuse di corruzione, che lo hanno portato  a lasciare l’FBI, riabilita il suo nome e  trova pure moglie.
Il ritmo è quello giusto, ma la storia è costruita male: il protagonista arriva alla soluzione più per le rivelazioni, che gli vengono gradualmente fatte, servendogli di volta in volta brandelli di verità, che per il proprio talento.


Il Lato oscuro della vita
James E. Martin
Titolo originale: The flip side of life, 1990
Ed. Italiana 1993 (Giallo Mondadori n°2293)

Monica Broadbeck è un’insegnante part-time, segue privatamente Brendon, un ragazzino di otto anni, figlio del professore universitario Alan Gault.
 Brendon, dopo il suicidio della madre, avvenuto un anno prima, è rimasto sotto shock ed ha smesso di frequentare la scuola con regolarità.
 Da qualche tempo però Alan ed il figlio sono scomparsi, senza dare notizie.
Monica preoccupata si rivolge a Gil Disbro, investigatore privato, della cui donna Monica è un’affezionata amica.
E’ la stessa Monica a riferire che poco prima di scomparire il professore aveva ricevuto una visita da parte della cognata, Arlene, una seducente donna sui quarant’anni.
Durante il colloquio con quest’ultima, Gil apprende che i suoceri di Alan Gault ritenevano il professore responsabile della morte della moglie, nonché loro figlia, ed erano decisi a strappargli Brendon, anche a costo di assoldare un professionista specializzato in sottrazione di minori.
Da un sopralluogo all’Università, Gil apprende poi da un collega di Alan che un ragazzotto sulla ventina, Theodore Whickoff, si era intrufolato nel suo ufficio.
Sorpreso a frugare nei cassetti della scrivania, il ragazzo aveva dichiarato di avere un appuntamento col professore e, non avendolo trovato, aveva cercato della carta per scrivere un biglietto.
Attraverso lo schedario dell’Università, Gil risale all’ultimo recapito del giovane e vi si reca proprio nel momento, in cui una bionda sta abbandonando l’appartamento.
Dopo aver aspettato che la ragazza esca, si intrufola dentro e trova un cadavere … un uomo troppo vecchio per essere Theodore, il ragazzo descritto dal collega di Alan, e che del resto non coincide neanche con la descrizione del professore scomparso.
Un caso apparentemente semplice si trasforma in un’intricata matassa, la cui soluzione getta una luce inquietante anche sulla morte della moglie del professore, avvenuta un anno prima e superficialmente archiviata come suicidio.
Un intrigo ben studiato, che non si incarta nella macchinosità, un romanzo amaro e crudele …
Seconda avventura dell’investigatore privato di Cleveland, Gil Disbro.








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