Un Pomeriggio da ammazzare
Shelley Smith
Titolo originale: An afternoon to kill (1953)
Ed. Italiana, 1991(Giallo
Mondadori n°2218)
Lancelot Jones è un pedante
professore, laureatosi ad Oxford.
Assunto da Mahmoud Kahn, capo di
un piccolo Stato indiano, per fare da precettore al figlio, Jones parte alla
volta dell’India su un piccolo aereo privato.
Durante il volo è però costretto a fermarsi
nel deserto per un’avaria al motore.
Uno spiacevole contrattempo, ma
Lancelot non si perde d’animo.
Lascia il suo pilota a riparare
il guasto e cerca rifugio in una casa che ha scorto da lontano.
Poi, con grande sorpresa, scopre
che la proprietaria di quella casa è un’inglese. Si chiama Blanche Rose
Sheridan (ma si fa chiamare Alva Hine) e ha scelto di vivere in Oriente per
qualche misteriosa ragione.
Per ammazzare il tempo, l’anziana
donna gli racconta una storia risalente a cinquant’anni prima, a quando, ancora
ragazza, perde la madre e si trova a vivere sola col padre ed i fratelli, in
una tranquilla città di provincia inglese.
Ad alterare gli strani equilibri
familiari, venutisi a creare dopo il lutto, arriva un giorno una giovane ed
affascinante donna, Sophia Falk.
Sophia, povera ma dotata di
grande carisma, seduce il padre di Blanche, rimasto vedovo, e si insinua nella
vita di Blanche e dei fratelli.
La sua presenza finirà per
scatenare sentimenti contrastanti, all’interno della famiglia Sheridan: il
padre di Blanche e suo fratello Harry ne sono ammaliati e succubi e tra padre e
figlio si sviluppa latente un’insana competizione, fomentata dalla stessa
Sophia.
La diciannovenne Blanche Rose, segretamente e
consapevolmente innamorata del padre, ne è invece gelosa.
La giovane Sophia si rivela poi
rapidamente agli occhi di Blanche Rose, per ciò che realmente è, un’astuta
manipolatrice e cinica scalatrice sociale, per di più legata ad un altro uomo
da un’illecita relazione.
Il suo omicidio apre quindi una
serie di enigmi, che solo apparentemente vengono del tutto risolti: il passato
getta infatti anche ombre inquietanti sul presente e ad un certo punto Lancelot
Jones dovrà improvvisarsi investigatore per arrivare alla fine della storia.
“Una fine imprevedibile, beffarda,
che neanche il lettore più smaliziato riuscirà ad anticipare”, così recita la
quarta copertina dell’edizione mondadoriana di An afternoon to kill …ed ha perfettamente ragione.
Miss Lizzie
Walter Satterhwait
Titolo originale: Miss Lizzie 1989
Ed. Italiana 1991
(Giallo Mondadori n°2168)
Lizzie Borden una
scure afferrò
e quaranta colpi alla
madre vibrò,
e quando vide ciò che
aveva fatto,
ne vibrò al padre ben
quarantaquattro…
1921: Amanda Burton è una ragazzina di tredici anni, curiosa
e ribelle.
Vive assieme al padre, al fratello ed alla matrigna
un’esistenza apparentemente serena.
In realtà, il rapporto tra il padre e la seconda moglie si è
logorato da parecchio tempo e quest’ultima goffa e petulante non riscuote
grande simpatia, presso Amanda ed il fratello.
Durante una vacanza estiva in Massachusetts, la ragazza
conosce la sessantenne Elizabeth Borden, meglio conosciuta come Lizzie Borden.
La donna ha fama di aver assassinato, a colpi di scure,
trent’anni prima, i genitori e sebbene la giuria l’avesse prosciolta
dall’accusa, un’intera Nazione ha continuato a crederla colpevole.
Amanda la frequenta di nascosto un po’ per ribellione, un
po’ per curiosità, trovando in lei
un’amica sincera.
Una mattina, dopo un litigio casalingo con la matrigna,
Amanda ne scopre il cadavere fatto a pezzi con un’accetta.
Il capo della polizia locale, Da Silva, non ha dubbi: ad
uccidere, in preda ad un nuovo raptus di follia, è stata Lizzie: il delitto
presenta peraltro straordinarie analogie con quello di Fall River, in cui la
donna era rimasta implicata trent’anni prima.
Buoni motivi per uccidere avrebbero però anche Amanda, il
fratello William ed il padre dei due ragazzi, da tempo insofferente nei
confronti del rapporto coniugale con la donna.
Amanda per scagionare
sé stessa ed i familiari si improvvisa investigatrice e con l’aiuto di Lizzie,
di un agente della Pinkerton e di un intuitivo avvocato del luogo riesce a
smantellare i sospetti e la diffidenza di un’intera cittadina ed a fare luce
sul caso.
La soluzione dell’enigma riporterà a galla anche gli eventi,
consumatisi trent’anni prima a Fall River.
Secondo (bel) romanzo di Walter Satterthwait, il primo ad
essere pubblicato in Italia.
Il personaggio di Lizzie Borden è esistito veramente.
Protagonista di uno dei più controversi casi giudiziari
della storia americana, la giovane Lizzie era stata accusata, nel 1892, del
duplice omicidio dei genitori ed assolta, per mancanza di prove e di movente.
Entrata di prepotenza nel folklore e nell’immaginario americano, ha dato il
proprio nome anche ad un leggendario gruppo rock.
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