venerdì 2 maggio 2014

La Chiave, nel suo significato allegorico e in quello letterale

La porta dalle sette chiavi
Edgar Wallace
Titolo originale: The door with seven locks, 1932
Ed. Italiana consultata: Newton 1993 (Compagnia del giallo n°6, gruppo Newton)

L’ispettore Dick Martin,detto anguilla, è al suo ultimo giorno di servizio: ha ricevuto un’eredità ed ha deciso di abbandonare la polizia.
Il suo ultimo incarico consiste nell’interrogare lo scassinatore Lew Pheeney su una rapina avvenuta il giorno prima.
Lew è una sua vecchia conoscenza e Dick gli crede sulla parola, quando il ladro, evidentemente da lui considerato sincero (ottimista!!), gli rivela di avere un alibi: la sera prima è stato impegnato in un lavoro pulito, ma di cui non può rivelare né il committente, né fornire ulteriori dettagli.
Quando poi lo stesso Lew gli confessa di avere paura per la sua incolumità e di essere convinto che qualcuno lo segua, il poco ortodosso ispettore lo ospita a casa propria, senza fargli troppe domande.
Grave errore: il giorno dopo lo ritrova cadavere, dentro un armadio.
Le peripezie di anguilla non sono però finite: l’avvocato Havelock lo assume in qualità di investigatore privato, per mettersi in comunicazione con un suo cliente, Lord Selford, che da anni gira il mondo, facendosi spedire il denaro delle sue rendite dallo studio legale, di cui lo stesso Havelock è titolare.
 L’avvocato vorrebbe convincerlo a tornare a Londra, per occuparsi degli affari di famiglia, ma soprattutto vorrebbe sincerarsi che il giovanotto sia sano ed agisca nel pieno delle sue facoltà.
Durante il viaggio in America Latina, nel tentativo di rintracciare il giovane aristocratico, anguilla incontra una ragazza, conosciuta a Londra.
Si tratta della giovane bibliotecaria, Sybil: si è recata in America, per ricevere una misteriosa eredità, che si è rivelata poi essere una semplice chiave.
Un oggetto in apparenza comune, ma che deve avere un certo valore se la ragazza viene ripetutamente aggredita, nel tentativo di derubarla del prezioso arnese.
Tre vicende apparentemente senza collegamento, ma che si rivelano in realtà essere parti di uno stesso enigma.
Uno scienziato pazzo, una bella da salvare, passaggi segreti all’interno di sontuose ville patrizie, un gigantesco mostro di nome Beppo … Wallace dà fondo a tutto il suo immaginario, con il suo consueto gusto per l’accumulo.
Romanzo a metà tra feuilleton e moderno poliziesco.


La Chiave di Vetro
Dashiell Hammett
Titolo originale: The Glass Key, 1931
Ed. Italiana consultata: I Super Pocket Longanesi n°260, 1975

San Francisco anni ’30. La misteriosa morte del ventiseienne Taylor Henry, trovato riverso fra China street e Pamela Avenue, poco dopo le dieci di sera, la base del cranio fratturata da un oggetto contundente, costituirebbe di per sé un complicato caso poliziesco.
A rendere più enigmatica la vicenda è però l’identità del  giovane, figlio del potente senatore Ralph Bancroft Henry, stella emergente della scena politica americana.
Ned Beaumont, faccendiere del boss della mala locale Paul Madvig, cui il senatore è legato da oscuri ma robusti fili, porterà alla luce con una paziente indagine la scottante verità intorno alla morte  del ragazzo.
La  “Chiave di Vetro”, opera prediletta di Hammett, come lo stesso autore ebbe a dire, è anche il canto del cigno della produzione hard boiled del giallista statunitense, che, nel successivo “L’Uomo Ombra”, abbandona definitivamente il giallo d’azione per virare verso quello classico.
Il romanzo del resto, pur rientrando a pieno titolo nel filone noir, si discosta lievemente dai precedenti di Hammett per maturità stilistica e per volontà introspettiva, ma anche per la capacità dell’autore di destreggiarsi fra registri diversi: all’impersonale descrizione di personaggi ed ambienti ed ai dialoghi asciutti fa quasi da contrappunto l’immaginifica sequenza onirica dei serpenti.

Il tema della corruzione politica, già toccato dall’autore nel precedente Piombo e Sangue (Red Harvest), diviene qui centrale; non semplice pretesto narrativo, ma accorata denuncia della putrefazione della società americana. 

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