giovedì 16 ottobre 2014

Fedeltà coniugale ed eredità milionarie



Costa dorata
Elmore Leonard
Titolo originale: Gold coast (1980)
Ed. Italiana, 1993 (Giallo Mondadori n°2307)

Florida anni ’80: La quarantenne vedova, Karen Hill sposa, un po’ per senso del pericolo un po’ per anticonformismo, il boss della Mafia, Frank Di Cilia.
Di Cilia, che ha già superato la boa dei 60 anni, è un italo-americano vecchio stampo, tradizionalista e maschilista, convinto che agli uomini sia lecito prendersi qualche libertà, mentre le mogli devono tollerare le infedeltà coniugali e restare ubbidienti a casa.
Frank è anche un uomo molto vendicativo e quando Karen, dopo aver scoperto una sua relazione extraconiugale, lo minaccia di rendergli pan per focaccia e trovarsi un amante, decide di fargliela pagare.
Alla sua morte, lascia a Karen un immenso patrimonio (quattro milioni di dollari), ma anche istruzioni precise affinché nessun uomo la possa più avvicinare.
La donna si trova così costretta a vivere in una gabbia dorata, ben custodita da guardie fedeli e decise a tutto, pur di far sì che la volontà del loro defunto capo sia rispettata.
Tra questi, la guardia del corpo personale, un individuo arrogante e presuntuoso, sicuro di sé al punto da decidere di agire per conto proprio.
Ciò che vuole sono i quattro milioni di dollari o Karen (che nonostante l’età è ancora una donna attraente) o entrambe le cose.
La vicenda di Karen si intreccia con quella di Calvin Mc Guire, ex rapinatore di Detroit, finito in carcere per un’incursione in un esclusivo golf club.
Il raid all’interno del circolo sportivo era stato commissionato da Frank Di Cilia prima di morire.
Il club lo aveva rifiutato tra i suoi soci ed il boss aveva incaricato Calvin e ad altri tre rapinatori di farvi irruzione e sfasciare il locale.
Il colpo era andato a buon fine, ma dopo poco i quattro erano stati individuati dalla polizia ed arrestati.
Calvin si salva dalla condanna grazie ad un cavillo giudiziario e decide di recarsi in Florida, per riscuotere il compenso, che Frank Di Cilia ha suo tempo promesso loro, ma mai effettivamente liquidato.
Ovviamente si trova coinvolto nella strana storia di Karen e del suo persecutore.
Thrilling molto ben costruito ed originale.



L’asso nella manica
James Hadley Chase
Titolo originale: An ace up my sleeve (1971)
Ed. Italiana consultata, 1992 (Giallo Mondadori n°2267)

Helga Rolfe ha tutto ciò che una donna (venale) possa desiderare: gioielli, pellicce, accesso ai più lussuosi ristoranti…
Lo strumento con cui la donna, ex analista finanziaria, è riuscita a raggiungere questa invidiabile posizione è il matrimonio d’interesse col ricchissimo Herman Rolfe.
L’uomo dal canto suo, pur potendo soddisfare ogni capriccio della sua non più giovanissima, ma ancora avvenente consorte, non può garantirle una vita sessuale soddisfacente, in quanto invalido… anzi le ha imposto un patto: se lei dovesse tradirlo, addio eredità.
La fedeltà non è facile per una donna del temperamento di Helga, le tentazioni sono tante; impossibile resistere ed infatti Helga, dotata di appetiti sessuali, che farebbero rimanere allibita Marina Ripa di Meana, non ci prova affatto a resistere; tuttavia è piuttosto cauta nelle sue scappatelle e riesce sempre a farla franca. Un giorno, però, in Germania conosce un giovane americano, bello, irresistibile ed un po’ tontolone.
Per lui, la donna mette in gioco tutto ciò che possiede, anche la vita, finendo invischiata in un ricatto.
“An ace up my sleeve” è un romanzo del 1971, che tuttavia la Mondadori, casa editrice italiana di Hadley Chase, decise di proporre al nostro pubblico solo nel 1991, prima nella collana Mystbooks, poi ne’ Il Giallo Mondadori.
Il motivo di questo ritardo è un mistero; se infatti il buon Hadley Chase ci ha abituato a ben altri capolavori, “L’asso nella manica” è comunque un romanzo ben costruito, capace di tenere il lettore incollato alla poltrona sino alla conclusione, grazie ad una serie di imprevedibili colpi di scena.
Sorprendente (almeno per uno scrittore dell’hard boiled school) messaggio anti-omofobo conclusivo.

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